Perché la Riflessologia funziona

In questo blog mi sono occupata spesso della ricerca scientifica applicata alla Riflessologia (e per gli amanti del genere, ho in serbo un articolo che riassume e fa il punto su quello che è stato fatto nel mondo negli ultimi 30 anni a questo riguardo). Dato che viviamo in occidente, dove niente viene accettato che non sia stato prima convalidato dalla Scienza, anche la Riflessologia, per uscire dalla penombra delle discipline non riconosciute, ha bisogno di sottoporsi ai famosi studi standardizzati, randomizzati e in doppio cieco, i soli ammessi nel mondo scientifico occidentale.

Uno degli ambiti di ricerca è stato quello di cercare di capire come funziona la Riflessologia Plantare, ossia attraverso quali meccanismi fisiologici l’informazione introdotta nel sistema con la pressione di particolari punti nel piede, viene tradotta in impulsi nervosi e/o circolatori, ricevuti ed integrati nel corpo, proprio in quegli organi che secondo le mappe riteniamo riflessi in quegli stessi punti.

Flusso sanguigno nel cervelloIn un articolo precedente ho citato due studi eseguiti in Giappone su volontari che hanno ricevuto trattamenti di Riflessologia mentre si trovavano in una macchina per la Risonanza Magnetica funzionale (FMRI) che studia il cervello umano in vivo. I risultati hanno evidenziato una reazione emodinamica, ossia un aumento di flusso sanguigno, in quella parte del cervello che stava riconoscendo il tocco nel punto riflesso. Questo è avvenuto per due punti riflessi su tre testati (occhio, intestino tenue e spalla).

Un esperimento di grande interesse è quello eseguito dal dott. Marc Piquemal, un medico francese trasferitosi in Paraguay, che ha dedicato tutta la sua vita alla ricerca scientifica sui meccanismi di azione delle medicine alternative e delle discipline olistiche, a cominciare dall’Agopuntura.

Intrigato dalla Riflessologia, il Dr. Piquemal riuscì a dimostrare una correlazione statistica tra cinque aree o punti sui piedi, ritenuti i punti riflessi rispettivamente di polmoni fegato stomaco pancreas e intestino tenue, e i rispettivi dermatomi nel corpo. Lo studio, dal

Dr Marc Piquemal (Paraguay) e Dr. Martine Faure Alderson (UK)

Dr Marc Piquemal (Paraguay) e Dr. Martine Faure Alderson (UK)

titolo Global Effect of Reflexology on Blood Flow Research, Study By M. Piquemal, M.D., E.E. (Ricerca sugli effetti globali della Riflessologia sul flusso sanguigno) fu presentato alla decima Conferenza Internazionale di ICR (International Council of Reflexology) nel settembre del 2005. Un abstract dello studio, pubblicato nella newsletter di ICR nel marzo del 2006, è ripubblicato nel sito www.reflexology-usa.org, dove è consultabile in inglese.

Due parole per capire cosa sono i dermatomi. Durante le prime settimane di vita del l’embrione umano, mentre si forma il tubo neurale, che diventerà il cervello e il sistema nervoso centrale del feto, su entrambi i lati del tubo compaiono piccoli ammassi di cellule, chiamati somiti, dal cui successivo sviluppo si formeranno le vertebre e tutti gli altri sistemi, strutture e organi del corpo. I somiti a loro volta si differenzieranno in dermatomi ed altri segmenti, dai nomi complicati. I dermatomi cresceranno e migreranno in tutte le direzioni, dando origine al derma e alla relativa innervazione.

 

Fasi embrione

Fasi embrione

Nello studio del dottor Piquemal, a nove soggetti furono misurati con una strumentazione ad infrarossi i cambiamenti di calore in due zone del corpo, la pianta del piede destro e la zona paravertebrale destra nella schiena, prima e dopo una sessione di Riflessologia. Successivamente l’elaborazione dei dati relativi ai cambiamenti termici mostrò una correlazione statisticamente significativa nello schema termico delle due diverse zone. I cambiamenti di calore rilevati nei punti riflessi della pianta del piede riflettevano i cambiamenti di calore nei dermatomi dei cinque organi trattati per via riflessa. In altre parole l’espansione dei vasi sanguigni prodotta dal massaggio riflessologico non si limita alle zone stimolate direttamente, ma si estende ad altre zone cutanee e organi, secondo uno schema coerente.

In base a questi risultati il dott. Piquemal formulò questa ipotesi sul meccanismo di azione della Riflessologia, ossia che la pressione manuale applicata sulla pelle della pianta del piede venga integrata a livello di sistema nervoso autonomo e influisca sulla distribuzione del flusso sanguigno agli organi interni. Piquemal concludeva la sua relazione esprimendo il convincimento che la Riflessologia sia un metodo efficace per regolare disturbi funzionali dell’irrorazione sanguigna agli organi interni, almeno ai cinque organi che erano stati oggetto dello studio.

Quello che ho trovato geniale nello studio del dott. Piquemal è che lui abbia cercato, e trovato, una correlazione tra i punti riflessi nel piede e i dermatomi, che sono una struttura embrionale, nonostante che poi questo spunto non sia stato approfondito, o almeno io non ne ho trovato traccia sul web. Se c’è qualcuno tra i lettori che ne è a conoscenza, spero vivamente che me lo voglia comunicare.

Zigote

Zigote

Per me è unispirazione pensare che la spiegazione del perché la Riflessologia funziona si trova non pensando al corpo adulto, ma ritracciando allindietro la storia filogenetica di ciascuno di noi fino allembrione che siamo stati. Il corpo umano nella sua multicellularità fatta di parecchi miliardi di miliardi di cellule (10.000 trilioni) differenziate e specializzate, nella sua incredibilmente variegata molteplicità di sistemi anatomici e di funzioni fisiologiche, deriva comunque dalla singola cellula che allorigine si formò al concepimento dalla fusione dei nuclei dei gameti dei nostri genitori, e che lembriologia chiama zigote (dal greco unione).

Tutto in Uno. Prima che le forze organizzatrici della vita e i fattori di crescita diano inizio alla danza dello sviluppo e della differenziazione, Una cellula contiene il Tutto che verrà dispiegandosi nel tempo. Noi Riflessologi che crediamo che massaggiando un punto riflesso nel piede si possa avere un effetto sul fegato, contro le evidenze della corrente visione dellanatomia e fisiologia, stiamo forse riavvolgendo quel filo che dal Tutto riporta allUno?

Maria Cristina

embrione

Embrione

 

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6 Comments

  • Giovanna

    Reply Reply 14 Marzo 2015

    Grazie Maria Cristina per questo straordinario lavoro che stai portando avanti per tutti noi operatori della salute, naturopati e reflessologi. La massima stima e gratitudine per la passione, la competenza e il grande cuore nella tua professione. A presto. Giovanna

  • Sonia

    Reply Reply 17 Marzo 2015

    Avevo scritto a nella pagina Facebook del gruppo simpatizzanti del CICAP, perché so che ci sono persone esperte nella valutazione del metodo scientifico eseguito nelle ricerche; io non sono tanto esperta ho solo letto qualcosina; se ho capito bene lo studio del Dr. Piquemal è stato eseguito su 9 soggetti e la correlazione statistica trovata è tra 0.52 e 0.88, ma non ho visto quanti sono più sullo 0.5 e quanti più sullo 0.8. Perché se fosse uno a 0.88 e 7 a 0.52 non ci vedrei neanche una correlazione statistica e il risultato positivo potrebbe essere dovuto ad errore o bias (tendenza che i ricercatori hanno a prendere come buoni risultati che confermano la loro ipotesi). 9 soggetti poi, per i criteri della statistica penso siano davvero pochi e se fosse uno studio da pubblicare su una rivista che accetta studi fatti con metodo scientifico non sarebbe uno studio accettabile per il basso numero di soggetti. Inoltre gli sperimentatori sapevano quali punti vanno a toccare e qui è difficile applicare il sistema del doppio ceco, perché chi tocca i punti sa cosa tocca, non si capisce se chi registra i dati della misurazione del flusso sanguigno aumentato è a conoscenza, nel momento in cui fa la misurazione, del punto che l’operatore sta toccando, il che farebbe di tanto aumentare la probabilità del bias. Quindi penso sia uno sforzo interessante cercare la spiegazione scientifica del perché la reflessologia sembra funzionare più di un semplice massaggio rilassante e che abbia veramente azione sui punti del corpo corrispondenti alle mappe, però questo studio lo vedo proprio troppo scarso; per quello che ne so io perché un ipotesi sia confermata deve essere fatta su grandi numeri, la ricerca deve attenersi a certi parametri stabiliti e deve essere ripetibile anche da altri gruppi di lavoro indipendenti; l’articolo è comunque su un sito di reflessologia e non su una pubblicazione che accetta studi scientifici, quindi di parte. Però appunto non sono un esperta, espongo solo le mie perplessità basate su quel poco che ho capito.

    • Tutti gli studi che ho trovato finora su vari siti di riflessologia e non, sono in un modo o nell’altro “inaccettabili” dal punto di vista della Scienza Ufficiale, per le ragioni che tu esponi, che vanno dal numero esiguo di partecipanti alla impraticabilità di un vero e proprio doppio cieco, che allo stato attuale dei fatti è possibile solo confrontando farmaci e placebo, in cui né l’operatore che somministra il farmaco né il soggetto che lo riceve sanno se c’è un principio farmacologicamente attivo o no. Sarebbe forse opportuno modificare i rigidi parametri degli studi randomizzati, controllati e in doppio cieco che sono gli unici finora a riscuotere il riconoscimento di “scientificità”, per valorizzare quegli aspetti che caratterizzano le discipline olistiche e che finora sono stati misconosciuti o disprezzati. Inoltre c’è sempre la difficoltà della mancanza di fondi per portare avanti queste ricerche, anche quando ne emergono dati che varrebbe la pena approfondire, dato che ovviamente non sono finanziate dalle industrie farmaceutiche.
      Quindi le tue critiche ricalcano le critiche della Scienza Ufficiale a questo come agli altri studi che si sono accumulati negli ultimi decenni, a partire dal celebre lavoro di Oleson e Flocco sulla Sindrome Premestruale, del 1993.
      Nonostante le difficoltà, trovo comunque degno di attenzione che ci siano sforzi nella direzione di cercare di comprendere i meccanismi di azione delle medicine alternative, come l’agopuntura, e delle discipline olistiche. In questo caso particolare, della ricerca del dott. Piquemal, che tra parentesi, ci ha lasciati poco meno di un’anno fa, dopo una vita dedicata alla ricerca, a me sembra che l’aspetto più intrigante sia quello di suggerire di guardare in direzione dello sviluppo embrionale. La mia intenzione nel citare lo studio di Piquemal è soprattutto quella di offrire ai colleghi riflessologi uno spunto di riflessione ed anche, per così dire, una direzione all’intenzione. Lavorando un punto riflesso di un organo nel piede, come sarebbe tenere nella nostra attenzione la sua origine embrionale, ripercorrere all’indietro il flusso delle forze formatrici che ha moltiplicato e differenziato il corpo dallo zigote al corpo completo del feto, del bambino, dell’adulto?

    • Mattia

      Reply Reply 19 Febbraio 2018

      Salve, anch’io provengo da questo tipo di formazione ma c’è da dire che le condizioni che ha elencato, e che il metodo scientifico sbandiera come necessarie perché un risultato si riveli attendibile, non sono pressoché mai soddisfatte dagli esperimenti condotti ordinariamente, i quali non sono mai riproducibili da altri gruppi di ricerca. Inoltre anche le più note riviste scientifiche mancano di imparzialità e sostengono il pensiero più accreditato della comunità scientifica. L’importante è che lo studio sia corretto in sé. Trovo una cosa qui che non trovo nella maggior parte delle teorie scientifiche correnti: un pensiero ‘logico’.

  • Vera

    Reply Reply 18 Marzo 2015

    Trovo quest’articolo molto interessante in quanto offre una diversa e nuova lettura della riflessologia, dei suoi effetti e benefici sull’organismo. E mi piace che una tecnica così antica susciti l’interesse di studiosi e medici e li spinga a sperimentare, per quanto per il momento su piccoli numeri, le loro intuizioni. Grazie per aver condiviso questa ricerca e questo articolo!

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