Il Linguaggio biochimico delle Emozioni e la Riflessologia della Felicità (parte seconda)

Nella prima parte di questo articolo abbiamo compreso che le parole e le frasi del linguaggio del corpo sono molecole, molecole di emozioni, e ne abbiamo nominate cinque: la dopamina, la serotonina, l’ossitocina, la noradrenalina e l’adrenalina.

Concentriamoci adesso sulle prime tre, che insieme alle endorfine, sono considerate le molecole della felicità.

Cominciamo proprio dalle endorfine, il cui nome deriva da endogenous morphine, ossia molecole prodotte internamente, da appositi nuclei neuroendocrini situati nel cervello, che hanno un’attività simile a quella della morfina. La principale funzione delle endorfine è quella di inibire la trasmissione dei segnali dolorosi. Infatti vengono rilasciate in risposta al dolore e allo stress, e diminuiscono la nostra percezione del dolore, come se avessimo assunto un analgesico o un sedativo. Inoltre, proprio come gli oppioidi, possono indurre una sensazione di euforia, soprattutto durante attività fisiche aerobiche, ad esempio correre, ma anche ballare.

Insieme con l’esercizio fisico, la risata è uno dei modi più semplici per indurre il rilascio di endorfine. Lo sanno bene coloro che praticano lo Yoga della Risata.

La dopamina ci spinge ad agire verso obiettivi, desideri e bisogni e dà un impulso di rafforzare il piacere quando realizziamo tali risultati. Invece il procrastinare, l’insicurezza, e la mancanza di entusiasmo sono collegati a bassi livelli di dopamina. Studi sui ratti hanno mostrato che gli esemplari con bassi livelli di dopamina hanno sempre optato per una scelta facile che veniva retribuita con meno cibo; quelli con livelli più elevati di questa molecola hanno esercitato lo sforzo necessario per ricevere in premio il doppio della quantità di cibo.

Ad esempio, può essere di aiuto suddividere grandi obiettivi in piccoli steps, piuttosto che celebrare solo quando abbiamo raggiunto il traguardo finale; possiamo in questo modo porci una serie di piccoli traguardi, il raggiungimento di ciascuno dei quali indurrà il rilascio di dopamina. Ed è fondamentale festeggiare ogni piccolo successo, magari con un piccolo regalo, o recandoci al nostro ristorante preferito ogni volta che mettiamo a segno un piccolo obiettivo. In questo modo sperimenteremo il rilascio di dopamina con un flusso continuo. Per esempio, se siamo un datore di lavoro o un leader, possiamo riconoscere i successi della nostra squadra con l’invio di una e-mail di congratulazioni, o dando un bonus, questo permetterà ai dipendenti di avere un incremento di dopamina e aumentare la motivazione e la produttività futura.


La serotonina è un neurotrasmettitore sintetizzato principalmente nell’apparato gastrointestinale e nel sistema nervoso centrale. Svolge numerose funzioni e interviene nella regolazione di importanti processi fisiologici quali il ciclo sonno/veglia, il senso di fame/sazietà, la motilità intestinale, il tono e l’umore, la memoria e la capacità di concentrazione, il desiderio sessuale. Più serotonina abbiamo in circolo, maggiore sarà il nostro grado di appagamento e di benessere psicofisico. E viceversa: più ci sentiamo soddisfatti e contenti della nostra vita più serotonina produciamo. Non a caso la serotonina è stata anche chiamata l’ormone della felicità. Siccome il cervello non distingue ciò che è reale da ciò che è immaginato, o ricordato, nutrire pensieri positivi, ricordare momenti felici, valorizzare aspetti positivi della nostra vita stimola la produzione di serotonina come se la condizione di soddisfazione e di felicità stesse accadendo proprio ora. Ecco un buon motivo per praticare la gratitudine, per ricordarci che noi abbiamo un grande valore e che c’è molto da apprezzare nella vita. Se abbiamo bisogno di una spinta di serotonina nel corso di una giornata stressante, dedichiamo qualche minuto a richiamare alla mente e al cuore i nostri successi e le nostre vittorie del passato.

Se ci è possibile nella pausa pranzo stiamo all’aperto, esponiamoci al sole per 20 minuti; la nostra pelle assorbe i raggi UV che promuovono la Vitamina D e la produzione di serotonina.

L’ossitocina fino a qualche decennio fa si riteneva che fosse tipicamente l’ormone prodotto dalla madre durante il parto e l’allattamento, a sostegno del bonding, ossia dello speciale legame che lega la madre al suo bambino. Gli animali rifiuteranno la loro prole quando il rilascio di ossitocina è bloccato. Studi più recenti hanno dimostrato che l’ossitocina è rilasciata da uomini e donne durante l’orgasmo, e che crea intimità, fiducia, e costruisce relazioni sane. Ad esempio è la secrezione di ossitocina che ci permette di dormire tranquillamente accanto ad un partner, annullando l’effetto allerta che altrimenti potrebbe innescarsi (“c’è un estraneo nel mio letto…potrebbe essere un predatore… sarò al sicuro?”) La produzione di ossitocina è essenziale per la creazione di legami forti e migliori interazioni sociali. Per questi motivi è anche definita l’ormone dell’amore.

Un modo semplice per stimolare il rilascio di ossitocina è scambiarsi coccole, anche un semplice un abbraccio. Ormai è risaputo che il tocco inter-personale non solo aumenta l’ossitocina, ma riduce lo stress cardiovascolare e migliora il sistema immunitario.

Anche ricevere un dono fa aumentare i livelli di ossitocina. È possibile rafforzare le relazioni sul lavoro e le relazioni personali attraverso un piccolo regalo di compleanno o il ricordarsi di un anniversario.

La Riflessologia della Felicità

Con la Riflessologia abbiamo uno strumento potente per favorire il rilascio delle molecole della felicità, sia per l’effetto generalmente positivo legato al ricevere un massaggio, un tocco empatico e presente, sia più nello specifico per la possibilità di trattare i punti che assicurano un riequilibrio del sistema neuroendocrino spesso sopraffatto da condizioni di stress cronico e quindi squilibrato a vantaggio della produzione di adrenalina, noradrenalina e cortisolo, gli ormoni dello stress, ansia, preoccupazione, paura, piuttosto che delle molecole della felicità.

Abbiamo a disposizione diverse opzioni che includono il classico lavoro sull’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, il massaggio delle dita, con diverse tecniche, per influire sui nervi cranici (vi ricordo che tutti i nervi cranici fanno parte del sistema parasimpatico) e sul sistema nervoso centrale, il massaggio delle ipofisi indirette e via dicendo. Sempre utile abbinare le circolazioni linfatica e venosa per migliorare anche il movimento dei fluidi corporei che trasportano le molecole messaggere nel torrente circolatorio, dal luogo dove vengono prodotte alle cellule, alle ghiandole e agli organi dove faranno il loro lavoro.

Dato che molte di queste molecole vengono sintetizzate nel cervello è molto utile disporre nella propria “cassetta degli attrezzi” di più tecniche per massaggiare le dita dei piedi, che sono appunto le zone riflesse del cervello. Riguardo a questo, rimando all’articolo precedente nel blog di Puntiriflessi: E’ tutto nella testa. L’importanza di massaggiare le dita (lo trovate qui https://www.puntiriflessi.it/riflessologia/e-tutto-nella-testa-limportanza-di-lavorare-le-dita).

Ho creato il corso online Riflessologia 2 proprio per fornire a tutti i colleghi riflessologhi gli strumenti necessari per colmare l’eventuale lacuna e rendere più complete ed efficaci le proprie sessioni di Riflessologia.

Ecco l’opinione di una collega che l’ha acquistato: Lo consiglio a tutti il corso di reflessologia 2 ! Io ho imparato molto !!! L’ho trovato davvero molto utile…ho potuto apprendere tecniche di lavoro sulle dita e nervi cranici che prima non conoscevo!Ottimo lavoro

Dategli un’occhiata a questo link: https://www.puntiriflessi.it/rifle-2