La presenza dell’operatore 1° parte

A partire dagli anni 50 la ricerca nellambito della psicologia ha scoperto che le persone migliorano allinterno di una relazione terapeutica non a causa della tecnica usata, ma piuttosto a causa della presenza del terapeuta/operatore.

Che cosa si intende esattamente per presenza?

Attualmente abbiamo a disposizione molte ricerche su quella che è stata chiamata neurobiologia interpersonale. Allorigine ci sono gli studi sulle interazioni tra mamma e bebè, successivamente le ricerche si sono estese alle relazioni umane in generale e alla relazione tra un operatore e un cliente. In questultimo tipo di relazione, sia che si tratti di una disciplina fisica, in cui tocchiamo il cliente, sia che parliamo con il cliente, in qualche altro tipo di disciplina (counselling, psicoterapia, mentoring ecc.) noi e il cliente diventiamo una biologia condivisa tra due persone. Questo significa che i nostri due cervelli, due cuori, due sistemi vascolari e nervosi autonomi iniziano a sincronizzarsi tra di loro.

Una delle più importanti applicazioni di questa informazione è che loperatore dovrà essere molto consapevole del proprio corpo e dei suoi processi sensoriali quando si trova con un cliente.

Per loperatore essere ancorato nella presenza vuol dire essere sufficientemente rilassato, consapevole del proprio respiro e/o battito cardiaco, vuol dire che il suo Sistema Nervoso Autonomo sta funzionando in modalità parasimpatica, o altrimenti detto ha un alto tono vagale.

Se loperatore è in grado di raggiungere e mantenere con coerenza questo stato, la sincronizzazione della fisiologia del cliente con la sua accadrà spontaneamente (presumibilmente anche grazie allazione dei neuroni specchio del cliente). Il che rappresenta già un fattore di cambiamento positivo, ancora prima che sia applicata una qualsiasi tecnica, e a prescindere da essa.

Stephen Porges

Stephen Porges

Ma c’è di più. Dagli studi del prof Stephen Porges sulla Teoria Polivagale e sul Sistema di Coinvolgimento Sociale, sappiamo che la prima fase di ogni relazione positiva è la costruzione del senso di sicurezza e di fiducia, attraverso il contatto faccia a faccia, il contatto degli occhi, le espressioni, la mimica facciale, il respiro, i movimenti del corpo. Senza senso di sicurezza e di fiducia, sarà molto difficile che la relazione possa produrre risultati positivi per la salute del cliente. Ecco qualcosa su cui riflettere.

Come facciamo concretamente ad incrementare la nostra capacità di presenza?

Strumenti utili sono tutte le tecniche di mindfulness, come esercizi di respiro consapevole, body scan che aumentano la nostra propriocezione o felt sense, esercizi di centratura tramite yoga, qigong, meditazioni ecc. Ne parleremo più approfonditamente in seguito.

Per questa parte sono debitrice a molti dei miei insegnanti e mentori, e tra questi soprattutto a Michael Shea, operatore e insegnante di Biodinamica Craniosacrale, da cui ho imparato la bellezza, la leggerezza e la gioia della presenza come operatore.

Maria Cristina

Scopri di più sulla Riflessologia

Scrivi un tuo commento a questo articolo.

4 Comments

  • anna

    Reply Reply 25 Maggio 2015

    Complimenti Maria Cristina,
    mi fa molto piacere vedere che, a modo proprio, siamo sulla stessa lunghezza d’onda!
    Buon lavoro,
    Anna

    • Grazie cara Anna, l’insegnamento ricevuto e fatto proprio si applica a qualsiasi disciplina, e ci arricchisce tutti.

  • utsava

    Reply Reply 26 Maggio 2015

    bellissimo articolo che condivido pienamente !!!

Leave A Response

* Denotes Required Field