Induzione? Il bambino ha l’ultima parola!

di Mauricio (Moshe) Kruchik
Maternity Reflexology Trainer

Fondatore del MRTP – Maternity Reflexology Training Program
Insegnante del corso Riflessologia in Gravidanza, Firenze, Giugno 2018


Tre o quattro volte al mese ricevo una telefonata di questo tipo:

“Buongiorno, chiamo perché ho saputo che la riflessologia può indurre il travaglio… Può dirmi se mi può aiutare?”

Non mi piacciono le mezze verità. E’ vero che la Riflessologia può fare meraviglie nel favorire una dinamica positiva nel travaglio, ma questa situazione può accadere solo se comprendiamo il senso profondo della Riflessologia e in quali condizioni si può fare. E’ di importanza cruciale anche ricordare che la natura ha dato al bambino il ruolo di decidere quando nascere.
Ecco perché invece di rispondere a quella domanda con un sì o con un no, mi sembra più opportuno fare io delle domande, per capire meglio le ragioni di una tale richiesta. E, indovinate un po’…. le ragioni della madre non sempre coincidono con la volontà del bambino.
Molte volte la madre chiede perché è stanca della gravidanza, o perché prova ansia riguardo al parto. Questo non vale quando il tempo sta per scadere, ma spesso le risposte della madre riflettono i desideri o la comodità della madre stessa oppure la fretta dei medici.
In tutti i casi la Riflessologia può essere di grande aiuto a creare lo scenario adeguato per dare inizio al parto, ma non fa magie. Quello che dobbiamo fare è prima di tutto rispettare i processi fisiologici che stanno accadendo nell’utero della donna in attesa e quindi capire perché è necessario essere pazienti.

 

Che cosa dà inizio al travaglio?

La risposta a questa domanda è ancora sconosciuta. E’ uno dei segreti meglio conservati dalla natura. Nessuno ha ancora saputo spiegare perché a un certo punto inizia il travaglio e perché il bambino a un certo punto decide di nascere.
Una delle ipotesi più accreditate è che il processo della nascita inizia quando la placenta ha raggiunto il suo termine massimo, allora il bambino capisce che è ora di vedere la luce del mondo là fuori. Quando il bambino sente che la placenta che lo nutre sta invecchiando, a quel punto iniziano ad accadere improvvisi cambiamenti nel sistema endocrino.

Il progesterone, che è l’ormone che preserva la gravidanza e impedisce che ci siano contrazioni prima del termine, diminuisce. Sembra che sia proprio la diminuzione dei livelli sierici di progesterone ad annunciare che la vita della placenta sta finendo e che è arrivato il momento della nascita.

L’ipotalamo del bambino riceve il segnale e si ritiene che sia il cortisolo fetale ad iniziare il processo di nascita. La corteccia surrenalica del bambino aumenta la produzione di cortisolo dalla settimana 15, un altro aumento si verifica nel periodo tra la settimana 35 e la 37. Infine c’è un ulteriore aumento verso la fine del tempo di gestazione.
Al momento del parto, un improvviso aumento nei livelli di CRH (Ormone di Rilascio della Corticotropina, o Ormone Adrenocorticotropo) viene interpretato dall’ipotalamo come un segnale che innesca una reazione a catena; inizia la secrezione di ossitocina da parte dell’ipofisi nel torrente circolatorio del bambino, e l’ossitocina attraverso il cordone ombelicale e la placenta arriva ai recettori nell’utero materno. I recettori uterini iniziano un feedback positivo: il neurotrasmettitore ossitocina raggiunge l’ipotalamo della madre, che stimola l’ipofisi a produrre sempre più ossitocina, che a sua volta raggiunge l’utero e provoca le contrazioni. Viene stimolata anche la produzione di endorfine.

Il feedback positivo è quando a causa della presenza di ossitocina, l’ipofisi produce ancor più ossitocina.

Affinché la madre possa produrre ossitocina, i suoi livelli di adrenalina devono essere bassi. Questo significa che perché questo processo possa continuare a svolgersi, la madre dovrebbe essere completamente rilassata. L’adrenalina è infatti un inibitore dell’ossitocina e quindi non è possibile avere alti livelli di entrambi gli ormoni nello stesso momento. L’adrenalina sale nei momenti di stress, mentre l’ossitocina sale solo nei momenti di profondo rilassamento, di gioia e di piacere. Questo è uno dei segni della saggezza della natura: il bambino sta arrivando…sii felice e non essere nervosa!


Lo stress, l’ansia, l’angoscia sono di fatto i peggiori nemici del parto. Il paradosso è che le contrazioni non arrivano quando la madre è tesa; al contrario, arrivano quando è rilassata e non quando è in ansia, quando è fiduciosa nelle sue risorse e non quando è spaventata. Per avere delle contrazioni naturali ed efficaci lei deve rilassarsi, sorridere, respirare profondamente, bere liquidi continuamente e fare piccoli spuntini. Così acquisterà energia e ridurrà lo stress nel suo corpo. Tutto questo ridurrà gli ostacoli allo sviluppo di un naturale processo di nascita.

Cosa fare?

Solo la natura nella sua infinita saggezza conosce il motivo per cui ha dato al bambino il potere di decidere quando nascere. Allora noi possiamo fare qualcosa per prepararci?

Sì certo, ed è molto quello che possiamo fare.

Per mesi ci prepariamo a ricevere il neonato con amore e speranza. Prepariamo la sua cameretta, i vestitini, i giocattoli. Sarebbe bene anche prepararci con i nostri pensieri e con la nostra energia a creare le giuste condizioni per la sua nascita. Così avremo preparato anche la “sala da ballo” per accogliere l’ospite d’onore.
Dovremmo impegnarci così tanto che il bambino capisca che abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare per assicurargli una nascita dolce e rassicurante.

Il trattamento di Riflessologia in preparazione alla nascita è orientato a lavorare sull’ansia, sullo stress sulle preoccupazioni, sulla mancanza di riposo e su tutti quegli altri elementi che possono ostacolare il naturale inizio del processo di nascita, o che possono interromperlo una volta iniziato.

 

Sarà di grande aiuto tutto ciò che fa rilassare. Un buon trattamento di Riflessologia nei giorni precedenti il parto dovrebbe includere i seguenti passaggi, prima di stimolare specificamente l’ipofisi:

1) Tecniche sui riflessi spinali per eliminare le tensioni e indurre profondo rilassamento

2) Tecniche di riequilibrio endocrino per minimizzare lo stress sostenuto dall’adrenalina

3) Tecniche di linking al plesso solare, per alleviare ansia e stress

4) Lavorare gli emuntori per promuovere il drenaggio delle tossine

Conclusioni:

Prima di indurre il travaglio con la Riflessologia è necessario avere una buona comprensione dei processi fisiologici del parto, ricordando che il bambino ha avuto la prima parola nella scelta dell’utero della mamma nel quale formarsi e crescere e avrà l’ultima parola nella scelta di come e quando nascere. 

Se sei un riflessologo e ti hanno detto che solo a fare pressione sul punto dell’ipofisi potrai ottenere meraviglie nel corso del processo di nascita, mi dispiace, ma ti devo deludere. La stimolazione dell’ipofisi è l’ultimo passaggio e l’ultima risorsa in questo processo, e deve essere utilizzata solo a certe condizioni e con cautela e pazienza.

E se sei una mamma in attesa che vuole decidere quando far nascere il suo bambino, ti prego di ricordare che anche se tu ti senti pronta a farlo nascere, il tuo bambino potrebbe non essere ancora pronto a nascere.

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