Scoprire gli anelli mancanti della Riflessologia?

Ho una passione per la Riflessologia – dal primo giorno in cui ho incontrato questa disciplina meravigliosa, sono stata portata ad imparare, comprendere ed esplorare i suoi misteri. Quindi per molti anni ho frequentato trainings di formazione, corsi e seminari, ho letto tanti libri, fino a sviluppare il mio proprio approccio alla Riflessologia, che ho chiamato Zu Qigong ……. Eppure c’è ancora una componente sfuggente, che sfida le spiegazioni basate sulla logica e sullapplicazione delle teorie scientifiche correnti.

Elspeth Fare

Elspeth Fare

Poiché ho una formazione scientifica trovo che molti aspetti delle attuali teorie sulla Riflessologia non funzionano e che ci sono ancora pezzi mancanti nel puzzle. Al momento la tendenza è quella di focalizzarsi sulle neuroscienze, e ritenere che la stimolazione del sistema nervoso sia la spiegazione degli effetti benefici della Riflessologia. I recenti studi effettuati con la risonanza magnetica funzionale (fMRI) hanno destato un grande entusiasmo e con esso la speranza che ulteriori sviluppi delle neuroscienze possano alla fine rivelare il meccanismo coinvolto nella Riflessologia, come una chiave magica che finalmente aprirà il lucchetto del mistero. Da un lato non ho dubbi che le neuroscienze contribuiscano in modo significativo al meccanismo di azione della Riflessologia, dallaltro non sono convinta che la storia sia tutta qui. 

Non vorrei che non riuscissimo a vedere il bosco perché siamo troppo occupati a guardare gli alberi.

Oggi Riflessologia è un concetto-ombrello che copre una gamma di tecniche diverse che si sono evolute dalla teoria anatomica dei riflessi. C’è una grande diversità tra le tecniche impiegate: pressione profonda, tocco leggero, tecniche basate sui meridiani, tecniche neurologiche, Riflessologia del piede, della mano, della faccia, dellorecchio . Tutte producono effetti benefici e mi sembra difficile che tutti questi benefici si possano attribuire in massa alla stimolazione del sistema nervoso. Se per mantenere il nostro equilibrio fisiologico bastasse camminare a piedi scalzi, che cosa aggiungerebbe allequazione la pratica di così tante diverse tecniche riflessologiche?

Sono profondamente consapevole della complessità del nostro sistema nervoso: nella mia carriera in precedenza ho lavorato per diversi anni nella ricerca sul cervello e sono stata co-autrice di studi scientifici in neuroendocrinologia. Trovo assolutamente affascinante lattuale esplosione di ricerche sul potere del tocco e sui suoi effetti sulla mente conscia e subconscia.

puntiriflessiLincredibile complessità delle funzioni cerebrali, psicologia, neurologia, endocrinologia ecc. si estende molto al di là della nostra attuale conoscenza, il potenziale per ricerche future è entusiasmante. E tuttavia credo che ci sia una componente del contatto tra esseri umani che accade con la Riflessologia, che è inafferrabile, che sfida le spiegazioni scientifiche correnti; un meccanismo di comunicazione che è fondamentale per lefficacia dellapproccio riflessologico alla salute olistica. Forse non stiamo vedendo ciò che è ovvio, ossia un sistema che riunisce in se stesso tutte le reti di comunicazione del corpo? Esiste un tale sistema di comunicazione nel corpo umano, in grado di veicolare le sfumature del tocco umano così come esso viene applicato in Riflessologia?

Per questo sono dellopinione che abbiamo bisogno di un podi pensiero laterale, di allargare i nostri orizzonti. Come riflessologa specializzata in tecniche basate sui meridiani, il mio pensiero, come potete aspettarvi, si focalizza sulla trasmissione di energia, sul movimento dellenergia, qualunque sia la definizione di essa. Il Qi, o energia, in se stesso è un mistero scientifico. Non c’è nessuno scienziato che possa in realtà definire che cos’è lenergia. Possiamo vedere che cosa fa lenergia, che cosa diventa, ma ciò che essa è in realtà, per il momento si trova al di là del dominio della conoscenza scientifica. Si spera che negli anni a venire i fisici e i matematici che lavorano allHadron Collider vicino a Ginevra, alla ricerca del Bosone di Higgs, potranno finalmente svelare il mistero.

Ecomunque accettato che lenergia sostiene la vita. Ad esempio tutte le azioni e reazioni a livello macro e microscopico hanno bisogno di energia per accadere. Gli operatori di CAM (acronimo per Complementary Alternative Medicines, in Italia includono tra laltro lAgopuntura, ma anche le Discipline Bio-Naturali, o DBN ndt), utilizzano ampiamente il concetto di energy medicine, a cui molti guardano come the next big thingin medicina. Lidea stessa di lavorare con lenergianon è per niente una esclusiva delle pratiche new age. Lidea di energia o forza vitale è stata espressa da molte culture antiche in tutto il mondo, ed alcune di esse risalgono a migliaia di anni fa. Il concetto cinese di Qi risale allI Ching o Libro dei Cambiamenti scritto intorno al 2200 a.C. Le prime citazioni descrivono il Qi come una forza onnicomprensiva che pervade e unifica le tre energie delluniverso: Cielo Terra e Uomo. Altre culture antiche parlano specificamente di questa sfuggente forza vitale o energia:

  • Qi/chi – Cina

  • Ki – Giappone

  • Prana – India

  • Mana – Polinesia

  • Ka – mitologia egiziana

  • Pneuma – mitologia greca

  • Ashe – mitologia Yoruba (Africa)

  • Num – mitologia dei popoli del deserto del Kalahari

  • Élan vital – Henri Bergson (filosofo francese primo Novecento)

Si comprende facilmente perché il concetto di lavorare con lenergia è estraneo alla moderna scienza medica, che in generale lo considera totalmente privo di senso. Dato che la scienza non è in grado di identificare esattamente che cos’è lenergia e quindi di fornire le prove irrefutabili che gli scienziati pretendono, non possono essere predisposti protocolli sperimentali per qualcosa di cui non si può provare scientificamente lesistenza. Etriste che la mentalità scientifica dellOccidente sia tale che se non puoi provare qualcosa in modo categorico e ripetutamente attraverso studi di laboratorio, quella teoria sia di conseguenza rifiutata, considerata falsa o etichettata come pseudoscienza. Dovremmo comunque ricordare che gli scienziati non hanno sempre ragione. Capita spesso di vedere controversi cambiamenti di posizione, sbandierati dai media di tutto il mondo, a dimostrazione che gli scienziati non sono proprio infallibili.

Unarea in cui gli scienziati hanno chiaramente fatto un clamoroso errore di giudizio riguarda lanatomia umana. Sto parlando della fascia – il tessuto connettivo di consistenza gelatinosa che gli anatomisti e i fisiologi hanno costantemente ignorato, scartato, grattato via per poter studiare gli aspetti importantidellanatomia umana. Fino a poco tempo fa la fascia è stata totalmente sottovalutata, mentre ora la ricerca piano piano si sta accorgendo di quello che sembra essere un tessuto dalle importanti caratteristiche sensoriali, propriocettive e di comunicazione. Allimprovviso la fascia è diventata un argomento di scottante attualità, ad esempio nel mondo del fitness e dellesercizio fisico, di cui parlano anche le star di Hollywood, come Gwyneth Paltrow che lha chiamata lorgano segreto. I nostri colleghi massaggiatori hanno già familiarità con le possibilità terapeutiche del lavoro fasciale per trattare dolore, danni muscolari, tensioni ecc. Tecniche come il rilascio miofasciale, la terapia dei trigger points, il Rolfing e via dicendo, utilizzano la fascia.

Vorrei suggerire al mondo della Riflessologia di prendere nota di questo – la fascia potrebbe contenere la chiave per capire come funziona la riflessologia.

La Fascia

Definiamo per prima cosa come gli scienziati classificano la fascia. Tradizionalmente, il termine fascia è stato usato per descrivere gli strati di materiale fibroso denso, e noi riflessologi abbiamo tutti familiarità con la fascia plantare, quel tessuto problematico che si infiamma spesso, causando la fascite plantare, che procura dolore ai nostri clienti quando camminano.

Attualmente la nuova definizione di fascia condivisa dalla comunità scientifica è: tutti i tessuti molli a base di collagene, inclusa la matrice extracellulare. Sono quindi incluse tutte le strutture tradizionalmente etichettate come fascia nella classificazione anatomica, più tendini, legamenti, bursae articolari, fascia allinterno e intorno ai muscoli (endomisio, perimisio, epimisio) e intorno alle ossa (periostio), la fascia intorno agli organi, il peritoneo e il mesentere nella cavità addominale, il mediastino, il pericardio e la pleura che circondano gli organi del torace; le meningi, il perinervio che avvolgono il cervello, il midollo spinale e i nervi periferici, e infine tutto il network della matrice extracellulare (ECM).

La fascia è fatta di collagene, elastina e di un fluido vischioso che contiene mucopolisaccaridi e acqua per il 70%. Come si può vedere dalla gamma molto ampia di tessuti ora classificati come fascia, questo tessuto presenta una grande varietà rispetto alla densità. Può andare da una struttura leggera a matrice aperta come zucchero filato (come nellECM) fino a strati densi e fibrosi (come nella fascia plantare). La fascia inizia a svilupparsi nei primi giorni dello sviluppo embrionale e si ripiega progressivamente nel processo di gastrulazione, dando origine gradualmente agli strati complessi della fascia, a struttura contFasciainua, a strati e capsule. Un vero e proprio organo, ma anche un network, la fascia è direttamente in connessione con ogni altro organo, osso, muscolo, con il sistema cardiovascolare, con il sistema nervoso e con quello linfatico. La fascia è effettivamente una struttura singola che crea una rete tridimensionale continua e totalmente integrata che connette la punta dellalluce alla sommità del capo. Eil tessuto che ci tiene insieme, che regola la biomeccanica del nostro corpo, rispondendo alle forze che attraversano il corpo. Possiamo concludere che la fascia risponde alle sollecitazioni meccaniche e trasmette energie meccaniche come spinte e tiraggi, torsioni e piegamenti, permette il movimento e mantiene la stabilità posturale, conferisce al corpo quella che oggi è chiamata tensegrità”: tensione e integrità.

Se la fascia risponde e trasmette forze come energie meccaniche, quali altre forme di energia possono essere trasmesse attraverso questo network?

Sappiamo che lenergia elettrica e lenergia chimica possono venire trasmesse attraverso la matrice extracellulare, come è chiaramente mostrato dalla trasmissione neurale e dal sistema di segnali biochimici delle cellule. Quindi questa complessa struttura è senza dubbio coinvolta nella comunicazione energetica, tanto da meritare di essere riconosciuta come il quarto sistema di comunicazione del corpo. Il sistema nervoso provvede alla comunicazione elettrica, il sistema cardiovascolare alla comunicazione chimica, il sistema linfatico è anchesso implicato nella comunicazione chimica, mentre il sistema fasciale è coinvolto nella comunicazione meccanica elettrica e chimica.

Le leggi della fisica affermano che lenergia non può essere distrutta, solo trasformata, perciò tutta lenergia in un corpo è in uno stato costante di flusso che circola tra i sistemi, gli organi ecc. Sembra evidente che la fascia gioca un ruolo importante in questo processo.

Pubblicato per gentile concessione dell’autrice Elspeth Fare, traduzione di M.C. Chiarelli.

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