Riflessologia e sonno

Se leggete il mio blog, sapete che auspico una sempre maggiore integrazione delle discipline complementari o olistiche con la medicina ufficiale.
In questo articolo vi parlerò di uno studio scientifico pubblicato di recente sulla Rivista Internazionale “Complementary Therapies in Clinical Practice” (Discipline Complementari nella Pratica Clinica ), online il 12 maggio 2017. E’ importante per tutti quelli che come me amano la scienza, vedere che la ricerca scientifica avvalora i risultati delle discipline olistiche, invece di ignorarli o, peggio, denigrarli.

Una premessa.
Prima di addentrarmi nell’argomento, vorrei chiarire che gli studi nell’ambito della Riflessologia, come delle altre discipline complementari o olistiche, incontrano alcune difficoltà metodologiche, innanzitutto la non applicabilità del “doppio cieco”, ossia del fatto che sia lo sperimentatore che il soggetto dell’esperimento ignorino che cosa viene realmente somministrato, allo scopo di depurare i risultati del test da fattori quali le aspettative (positive o negative) di entrambi.
Per come lo capisco io, il doppio cieco è applicabile solo nella sperimentazione di farmaci, ossia quando non solo il ricevente, ma anche lo sperimentatore ignora quale principio attivo è contenuto, ad esempio, nelle pillole A, B e C; quale di esse contenga il principio attivo nuovo, oggetto dello studio, quale quello vecchio, che funge da confronto, e quale invece contiene un principio inerte, la classica pillola di zucchero, destinata al gruppo di controllo.
Ovviamente, se la ricerca coinvolge una disciplina come la Riflessologia, è impensabile che ricercatore e ricevente ignorino di che si tratta. Entro certi limiti lo può ignorare il ricevente, può non rendersi conto se ad esempio riceve un trattamento “reale” o un trattamento “fake”, finto. Certo però non lo ignora il riflessologo, il quale saprà bene quali punti sta massaggiando.
Un altro limite che viene spesso rimproverato a questi studi è il numero limitato di partecipanti. Riguardo a questo, mi limiterò ad osservare che la ricerca in questi ambiti non ha a disposizione i finanziamenti delle case farmaceutiche. E qui mi fermo.
Veniamo allo studio.
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Tarragona, Spagna hanno preso spunto da numerosi studi precedenti che avevano mostrato l’efficacia della riflessologia in diverse condizioni di salute, notando in particolare l’accento messo sull’efficacia della riflessologia nell’indurre un profondo effetto di rilassamento. Uno degli studi esaminati suggeriva che ci fosse una possibile relazione tra il rilassamento ottenuto durante la sessione di riflessologia e il sonno. Tuttavia, il progetto di quello studio non prevedeva di trovare delle prove a sostegno di tale ipotesi. Da qui la decisione del gruppo di ricercatori spagnoli di investigare la relazione tra riflessologia, rilassamento e sonno utilizzando un polisonnigrafo.
La polisonnografia da Wikipedia è definita come la registrazione simultanea durante il sonno di più parametri fisiologici, come due o più canali di EEG, vari canali elettromiografici, i movimenti di torace e addome, il flusso oronasale, la saturazione di ossigeno nel sangue.

I risultati.

Con questo metodo sono stati studiati 12 soggetti adulti in buone condizioni di salute. I risultati hanno mostrato che la riflessologia induce cambiamenti nell’attività delle onde cerebrali, che corrispondono ad un elevato livello di sonnolenza e sonno. Questo avviene con una transizione graduale e una progressione ordinata dallo stato di veglia al sonno. Pertanto, oltre a spiegare gli effetti osservati di rilassamento profondo e benessere indotti dalla riflessologia, i ricercatori concludono che la riflessologia potrebbe essere suggerita come un trattamento non farmacologico per indurre il sonno.

L’articolo: Reflexology and polysomnography: Changes in cerebral wave activity induced by reflexology promote N1 and N2 sleep stages.
Gli autori dello studio: N. Esmel-Esmel, PhD, RN, MB (Associate professor)Correspondence information about the author PhD, RN, MB N. Esmel-Esmel1,Email the author PhD, RN, MB N. Esmel-Esmel
E. Tomás-Esmel, MS (Osteopath, Posturologist)
M. Tous-Andreu, MD (Sleep medicine specialist)
A. Bové-Ribé, PhD, MD (Sleep medicine specialist)
M. Jiménez-Herrera, PhD, RN, MB (Director of the Nursing Department)
Complementary and Integrative Medicine/Nursing study group of the URV.
Links: www.urv.catwww.neusesmel.comwww.centredeson.com.

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