Riflessologia e flusso sanguigno nel cervello

In Giappone sono stati eseguiti due studi su volontari che hanno ricevuto trattamenti di riflessologia mentre si trovavano in una macchina per la Risonanza Magnetica funzionale (FMRI).

Nel primo studio 25 persone hanno evidenziato una reazione emodinamica, ossia un aumento di flusso sanguigno, in quella parte del cervello che stava riconoscendo il tocco nel punto riflesso. Questo è avvenuto per due punti riflessi su tre testati (occhio, intestino tenue e spalla).

Ancora più entusiasmante è il fatto che le reazioni provocate riguardavano lo stesso lato del cervello rispetto al piede trattato. Questo è insolito perché in neurobiologia i nervi si incrociano, al di sopra del tronco encefalico in modo che il tocco sul lato destro del corpo viene registrato nella parte sinistra del cervello e viceversa.

La neurobiologia funziona così, ma non la riflessologia. Come riflessologi crediamo che l’effetto di un punto riflesso si esercita sullo stesso lato del corpo e del cervello.

Tuttavia la ricerca non si è fermata qui. Nel 2013 gli stessi ricercatori hanno completato e pubblicato un secondo studio sempre con il metodo di valutare gli effetti della riflessologia con la fMRI. Stavolta hanno arruolato 32 volontari e non si sono limitati a testare la lateralità, ma anche le pseudoinfomazioni.

L’ipotesi dietro a questo è che poiché ai volontari nel primo studio era stato detto a quali organi o parti del corpo corrispondevano i punti riflessi trattati, il loro cervello potrebbe aver risposto a ciò che aveva ascoltato, attivando le aree cerebrali corrispondenti ai punti che erano stati nominati.

Questa volta gli sperimentatori hanno mischiato le carte, incrociando informazioni vere e false, riguardo ai punti riflessi trattati (in genere punti della faccia).

Tuttavia i risultati sono stati confermati:

C’è stata sempre una risposta di aumentato flusso sanguigno nella parte del cervello controlaterale al piede trattato, come prevede la neurobiologia.

MA c’è stata sempre anche una risposta nell’area che riconosce il tocco alla faccia, e questa risposta invece è omolaterale, come prevede la riflessologia.

Il risultato non cambia se l’informazione data al volontario é giusta o sbagliata, il che vuol dire che il corpo risponde al tocco, non a ciò che è stato detto.

Questo studio è particolarmente importante perché per la prima volta sostiene le teorie rispetto a come funziona la riflessologia attraverso l’utilizzo delle immagini della fMRI.

Estratto da: Tracey Smith, Abstract – Results of Japanese MRI study – Reflexology and blood flow in the brain,

Pubblicato in pagina Facebook Association of Reflexologists

Traduzione mia.

Maria Cristina

Scopri di più sulla Riflessologia

Scrivi un tuo commento a questo articolo.

Leave A Response

* Denotes Required Field