Una nuova comprensione scientifica a favore della Riflessologia

Da quando la Riflessologia viene praticata in Occidente, i riflessologi hanno lavorato basandosi sull’ipotesi che i depositi che si percepiscono massaggiando i piedi dei clienti, che a volte quasi scricchiolano come granelli di sabbia sotto la pressione delle dita, siano prodotti di scarto metabolico, principalmente di acidi lattici o urici, cristallizzati e accumulati nei tessuti, dove venendo a contatto con le terminazioni nervose provocano dolore e irritazione e costituiscono un fattore di stasi, impedendo il flusso dell’informazione veicolata dai fluidi corporei e dal segnale nervoso nel corpo.
Sono stati considerati simili ai tofi.
Un tofo è “una formazione patologica costituita da un accumulo di urato di sodio, misto a materiale amorfo, a calcio, a colesterolo, con reazione infiammatoria circostante.
I tofi si osservano in diversi tessuti in soggetti affetti da gotta cronica…
Compaiono soprattutto nei tessuti sottocutanei, particolarmente attorno alle articolazioni delle mani e dei piedi, ai gomiti, ai padiglioni auricolari. “ Corriere della Sera, Dizionario della Salute, Tofo.

Tutto questo ci è sembrato corretto e sensato per anni, ma ora ci sono nuove prove scientifiche che suggeriscono una interpretazione piuttosto diversa.

Il dottor Jesus Manzanares, un medico e ricercatore spagnolo, ha dedicato oltre 30 anni della sua carriera a studiare più di 70.000 soggetti in studi clinici condotti in due ospedali universitari di Barcellona, la città dove vive.
Utilizzando biopsie su pazienti in vita, il dottor Manzanares dimostra come si formano i depositi in due gruppi di soggetti, quelli che hanno riflessi sensibili o dolenti e quelli invece che sono asintomatici.

In entrambi i gruppi i depositi mostrano accumuli sottocutanei di tessuti connettivi, vascolari e nervosi. Sorprendentemente, i depositi non presentano traccia di prodotti di scarto metabolico, cosa che sembra di particolare interesse per i riflessologi. Gli studi di Manzanares indicano che nel gruppo di controllo, formato dai soggetti asintomatici, gli accumuli sono costituiti da tessuto nervoso, fino all’8 percento, mentre nei soggetti con riflessi dolenti il tessuto nervoso riscontrato nei depositi arriva fino al 42 percento. Secondo Manzanares, quello che sentiamo nei tessuti non sono cristalli di urati, né prodotti di scarto metabolico (tossine), bensì derivano dall’eccessivo tessuto nervoso accumulatosi come reazione di un organo in squilibrio, e al tempo stesso ne sono una spia.

L’accumulo di fibra nervosa è accompagnato da una maggiore concentrazione di bradichinina, un neuropeptide che viene rilasciato in presenza di dolore cronico, e di sostanza P, un altro neuropeptide che innesca una risposta infiammatoria e funziona come neurotrasmettitore del dolore.
Specifiche tecniche riflessologiche applicate a punti riflessi congesti e dolenti possono far rilasciare gli accumuli di fibra nervosa, rompendo l’aderenza meccanica che si era formata in quel punto.

Le conclusioni che Manzanares trae dalla sua ricerca sono che:

1 I depositi non sono sui tendini o nei muscoli.

2 I depositi che l’operatore sente sotto le dita e che il ricevente sente come dolorosi indicano squilibri nell’organo corrispondente.

Il lavoro di Manzanares è particolarmente interessante in quanto è un contributo alla comprensione di come funziona la Riflessologia, basato non più soltanto su casi clinici e testimonianze personali, bensì su evidenze scientifiche.

(Fonte: Karen Ball, Massage Magazine, March 2011).

Per chi fosse interessato a saperne di più, il sito in spagnolo è www.metodoreflexologicomanzanares.wordpress.com; in inglese è www.ManzanaresMethod.com.

Qui il libro del dott. Manzanares, Principios de Reflexologia (Principles of Reflexology). https://amzn.to/2qDubQh

Spero di potervi dare presto più informazioni sulle ricerche del dott. Manzanares e sul suo contributo alla Riflessologia come scienza.

Maria Cristina

 

Scrivi un tuo commento a questo articolo.

Leave A Response

* Denotes Required Field