Il cervello e i piedi sono meno lontani di quel che sembra

Ogni piede ha 26 ossa, collegate tra di loro da molteplici articolazioni. Il peso del corpo si scarica sulla complessa architettura del piede in modo articolato, su tre principali punti, collegati da tre archi (larco plantare mediale, quello esterno, e larco costituito dalla linea delle articolazioni metatarso-falangee. Numerosi sono inoltre i muscoli specializzati nel controllare i vari movimenti delle dita, del piede nel suo insieme e della caviglia.

Le piante dei piedi contengono migliaia di terminazioni nervose e le articolazioni tra le ossa dei piedi sono dotate di recettori in grado di leggere i movimenti. Le terminazioni nervose e i recettori inviano continuamente segnali al cervello relativamente alla posizione del corpo nello spazio e alla qualità dellambiente esterno.

I piedi e il cervello formano un circuito a controllo reciproco. Il cervello possiede i parametri di equilibrio ottimale, con cui confronta costantemente lo stato attuale di equilibrio, in base alle informazioni che riceve dai sensori nel corpo. Questo lo rende capace di mettere in atto, attraverso i muscoli motori, i cambiamenti necessari a mantenere la condizione di equilibrio più vicina a quella ottimale, attraverso un complesso lavoro di aggiustamento che avviene molte volte al secondo.

Le scarpe già di per sé riducono la capacità del cervello di valutare il grado di equilibrio e se i cambiamenti richiesti ai muscoli sono efficaci nel ristabilire lequilibrio ottimale. Soprattutto se sei una donna e indossi scarpe con i tacchi alti, che alterano la proporzione naturale in cui il peso corporeo si scarica a terra. Le ricerche scientifiche, infatti, mostrano che nella stazione eretta, a piedi nudi, il peso si suddivide seguendo queste proporzioni: il 60% del peso è sostenuto dai talloni, il 28% dallavampiede e l8% dalla parte centrale.

In questo modo il circuito di feedback tra i piedi e il cervello viene disturbato, la postura alterata, viene sfidata la capacità del sistema di autocompensare. Ne deriva un aumento delle tensioni e del rischio di microtraumi come distorsioni legamentose, strappi muscolari ecc.

Che fare? Prima di tutto eliminare i tacchi alti o almeno ridurre i tempi in cui si indossano. Poi, ogni volta che è possibile, è bene addirittura togliersi le scarpe, stare a piedi nudi, camminare scalzi. Infine è di aiuto ricorrere di tanto in tanto ad un buon trattamento di Riflessologia Plantare.

Buona Riflessologia a tutti!

 

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